Reddito di cittadinanza: chi può prenderlo, come fare domanda e dopo quanto tempo viene assegnato

Già da prima che venisse introdotto per legge (nel Gennaio del 2019) se ne è fatto un gran parlare in lungo e in largo nella penisola e, nonostante il suo futuro sia ancora incerto, è intenzione dell’attuale Governo protrarne la durata almeno anche nel prossimo anno solare.

Ma come funziona?

Cos’è il reddito di cittadinanza e in che casi viene concesso

Il concetto stesso di reddito di cittadinanza non è un invenzione italiana, né tanto meno di questo secolo. Già nel 1700 alcuni paesi prevedevano l’elargizione di una somma di denaro vincolata al requisito dell’appartenenza nazionale; oggi però tale fenomeno assume una connotazione diversa, inserendosi a pieno diritto dell’ambito delle politiche di welfare a sostegno delle persone in difficoltà economica.

Questi veri e propri ausili finanziari elargiti dal Governo rappresentano una voce di spesa che grava sulle entrate pubbliche, e per questo motivo sono vincolati a criteri ben specifici e a ben vedere molto stringenti. Tra tutti quello della cittadinanza italiana sarebbe sicuramente il più trascurabile visto che è sufficiente in alternativa essere cittadino dell’UE o essere titolare di un permesso di soggiorno regolare destinato a lunghi periodi (ivi ricompresi anche i casi di apolidia e titolari di protezione internazionale) purchè residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

A fare davvero la differenza sono comprensibilmente le valutazioni di ordine economico-patrimoniale, perchè il nucleo familiare interamente considerato deve infatti essere titolare cumulativamente di:

  • un Indicatore della Situazione Economica Equivalente inferiore a 9.360 €;
  • un patrimonio immobiliare (sia in Italia che all’estero esclusa la prima casa) inferiore a 30.000 €;
  • un reddito non superiore a 6.000 € all’anno, ma se la famiglia abita in affitto il limite è alzato a 9.360 €;
  • è inoltre escluso chi risulti possessore di veicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti alla richiesta (o addirittura nei due anni precedenti se si tratta di motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc), navi e imbarcazioni di diporto.

Affinchè la misura sia concessa, il richiedente deve apprestare tutta una serie di garanzie a livello penalistico e processual-penalistico che si traducono nell’assenza di condanne definitive per reati tipicamente di natura associativa (vedi lista completa elencata nel recente emendamento di legge), oltra all’assenza di misure cautelari e pre-cautelari personale attualmente pendenti.

Come fare domanda e tempistiche

Richiedere il reddito di cittadinanza è decisamente più semplice che capire se esserne legittimati; basterà in tal senso procedere mediante domanda telematica presso l’apposita sezione messa a disposizione nel sito dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale o rivolgendosi al Caf di zona. La richiesta cartacea può essere invece presentata negli uffici postali di tutto il territorio nazionale.

La durata – in caso di concessione – è di un anno e mezzo (diciotto mesi) trascorsi i quali, al permanere della situazione di bisogno, può essere presentata una nuova domanda. Ovviamente a tale richiesta seguirà l’accertamento dei requisititi di legge obbligatori.

Per quanto riguarda i tempi relativi all’iter di verifica ed eventuale approvazione, l’attesa è di circa 20 giorni, a conclusione dei quali l’amministrazione emetterà il tanto agognato verdetto. Se il tutto si conclude positivamente non resta che attendere l’accredito sulla relativa card.

Reddito di cittadinanza e impiego

Di recente è stato posto sotto i riflettori il rapporto tra il reddito e il mondo lavoro, settore quest’ultimo già abbondantemente messo in ginocchio dalla crisi sanitaria in atto. L’idea sarebbe quella di massimizzare l’interazione tra questi due aspetti, in modo tale da fare sì che l’uno diventi complementare all’altro; detto in altre parole il supporto statale spetterebbe idealmente solo a coloro che – pur essendo proattivi nella ricerca di impiego – sfortunatamente non sarebbero in grado di accedere ad un trattamento salariale vero e proprio.

Ad oggi il dibattito resta ancora aperto e risente delle posizioni politiche e soluzioni partitiche delle parti coinvolte. Tuttavia sembra sempre più plausibile l’idea di istituire un sistema sinergico volto al sostegno per chi percepisce il reddito di cittadinanza nella ricerca del lavoro, con conseguenti sanzioni (tra cui anche la cessazione dell’erogazione del supporto economico) per chi rifiuti ingiustificatamente proposte di impiego.