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Le vespe: qual è il pericolo, e come gestirlo

Fra tanti aspetti positivi e gradevoli della buona stagione alle porte, purtroppo bisogna per correttezza annoverarne uno decisamente meno simpatico: quello legato a come le passeggiate e le gite, ma anche soltanto le serate in terrazzo o in giardino, possano essere rovinate dall’attacco delle vespe. Questi imenotteri aggressivi attaccano infatti al minimo segno di disturbo, pungendo ripetutamente e iniettando ogni volta una piccola sostanza di un veleno neurotossico, che solitamente causa soltanto gonfiore e bruciore molto intensi ma localizzati.

Al contrario, tuttavia, circa un 19% della popolazione può soffrire, in caso di punture soprattutto se ripetute e ravvicinate, di conseguenze molto più gravi, da reazioni allergiche semplici fino a effettivi shock anafilattici, con una prevalenza di reazioni gravi nella popolazione di età più avanzata, soprattutto se con problemi circolatori. Dati questi semplici fatti, la disinfestazione vespe diventa spesso una necessità.

Purtroppo l’ambiente urbano offre alle vespe molte posizioni ideali dove insediarsi, anche nelle nostre stesse case: per evitare di attirarle può essere utile, anche prima che si rilevi un effettivo problema di infestazione, prendere alcune misure preventive, come l’installazione di zanzariere e soprattutto l’accurata eliminazione di qualsiasi sostanza organica, dallo zucchero alle carni, in quanto queste costituiscono per le vespe un richiamo irresistibile. Se tuttavia questo può proteggerci da un ingresso occasionale, a nulla vale contro le vespe che abbiano scelto l’interno della nostra dimora, magari nel cassonetto delle tapparelle, per costruire il loro nido.

In questo caso diventa necessaria l’asportazione completa del nido, unico metodo per eliminare contemporaneamente sia gli adulti che le larve, e risolvere quindi il problema definitivamente. Per proteggersi dall’inevitabile attacco delle vespe, questa operazione, che deve essere condotta da professionisti, viene eseguita indossando indumenti protettivi e irrorando di schiuma insetticida il nido stesso. Qualora invece, come spesso capita, il nido sia stato costruito nell’intercapedine di un muro, si procederà dapprima ad irrorarlo di insetticida così da assicurare la morte degli insetti, e immediatamente dopo a sigillare i passaggi che ne permettevano l’uscita.