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Contro la pressione fiscale: l’avvento dei buoni spesa gratis

I buoni spesa gratis, ad una prima e superficiale valutazione, potrebbero essere valutati semplicemente come una comodità, uno strumento di risparmio occasionale che può venire in aiuto, come arrotondamento, a quelle famiglie che, come capita ormai in parecchie case, si trovino in difficoltà ad arrivare, come si suol dire, a fine mese. Ma pur avendo sicuramente anche questo ruolo, i buoni spesa gratis possono rappresentare molto di più, e in effetti essere il primo passo verso la costruzione di un sistema parallelo, molto meno oberato di balzelli, e capace di giocare un ruolo importante nel risollevare l’economia.

Non nascondiamoci, infatti: se i buoni spesa gratis stanno avendo successo è perchè la situazione economica è di profonda crisi, e la disponibilità economica delle famiglie – la possibilità di spesa – è sempre più ridotta. Ma se sicuramente non è possibile individuare una sola, semplice causa per questo problema, è altrettanto vero che fra i motivi principali c’è una pressione fiscale sempre crescente, che inevitabilmente erode quella disponibilità liquida, già di per sé e per tanti motivi ristretta, che dovrebbe servire alle famiglie per coprire le spese regolari e, con un accantonamento costante, anche quelle straordinarie. Ma in che modo possono i buoni spesa gratis, oggi e concretamente, aiutare a contrastare questo problema reale e immediato?

Come hanno notato, e sapientemente sfruttato, diversi network d’acquisto, la vera forza dei buoni spesa gratis non si limita al fatto di essere spendibili in aggiunta al normale reddito, e con l’estrema comodità di essere accettati in un numero sempre crescente di esercizi commerciali. La potenza dei buoni spesa gratis va ricercata nella tassazione separata alla fonte alla quale sono sottoposti. La ragione è semplice: i buoni spesa gratis sono, da un punto di vista funzionale, equivalenti al denaro contante, ma non lo sono tecnicamente, e non vanno quindi a fare cumulo sul reddito. Per chi li riceve, quindi, sono contanti sui quali di fatto non pagherà tasse, e che nemmeno rischieranno di alzare l’aliquota che paga sul resto del suo reddito: il tipo ideale di ricompensa, perchè ha solo vantaggi. Il risultato è facilmente prevedibile: in quanto forma di valore differente, che non serve alla tesaurizzazione ma all’acquisto (e permette nel frattempo il risparmio del contante), i buoni spesa gratis potrebbero benissimo rivelarsi uno dei migliori incentivi al rilancio dei consumi che si possano immaginare, e rivelarsi protagonisti dei prossimi scenari economici e di ripresa.