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Resident Evil: un videogioco al cinema

Resident Evil: un videogioco al cinema

A nessuno è mai capitato di essere prigioniero di un'intelligenza artificiale al di sotto di Raccoon city, all'interno del misterioso laboratorio tecnologico l' “Alveare”, eppure non è quello che direbbero i personaggi della  saga di Resident Evil, divenuti famosi grazie all'omonimo videogame prodotto dall'azienda giapponese Capcom Co e, successivamente, divenuto una delle più coinvolgenti saghe cinematografiche. Il videogioco è stato un ottimo punto di partenza per una trasposizione all'interno delle sale, grazie al fatto che appartiene alla categoria del survival horror, un genere capace di intrattenere e di creare suspanse grazie alle atmosfere sinistre e inquietanti in cui il personaggio principale è costretto ad affrontare se stesso e le sue paure psicologiche.

Grazie a questa prerogativa, i registi hanno saputo dare vita ad una trama diversa, rispetto alla sua versione video-ludica, rendendola più adatta agli spettatori e agli appassionati di fantascienza.

Una grafica violenta

Questa serie, ispirata a “Sweet home” e ad “Alone in the dark”, date le sue numerose parti, ha assistito ad un progresso stilistico e d'animazione significativo per la storia dei video gamers, i quali hanno vissuto il passaggio da ambientazioni bidimensionali e a versioni tridimensionali, capaci di rendere più coinvolgente e dinamica l'esperienza virtuale. Ciò nonostante, i creatori, coscienti del progresso grafico e delle conseguenze psicologiche che poteva creare sui giocatori hanno preferito dare delle avvertenze. "This game contains scenes of explicit violence and gore" è la frase che appare su una delle prime schermate del gioco, il quale mette in allerta sui contenuti violenti e sulle scene crude che il team principale svolge durante il combattimento della regina rossa. Evidentemente, nonostante pochi fossero gli esseri umani uccisi, rispetto agli zombie, si è pensato fosse meglio dare questa segnalazione.

Videogioco, film o romanzo?

Tutti conoscono le saghe di Star Trek, Predator e Alien, ma non tutti sanno che hanno una cosa in comune con la serie di cui abbiamo parlato: l'autrice dei romanzi. La scrittrice statunitense di fantascienza Stephani Danielle Perry, ha dato vita a sette volumi in grado di soddisfare i bisogni di chi si annoia al cinema e di chi preferisce un buon libro all'articolata attività che le dita devono svolgere nel superare un difficile livello di fronte ad uno schermo. La novellizzazione della saga ha portato anche alcuni nomi come Shawn Crystal e Ted Adams (ma anche altri), a dare vita ad illustrazioni capaci di animare una collana di fumetti per i fans più accaniti.